Protesi mammarie saline: la guida completa di Doku Clinic
Ultimo aggiornamento:31 Agosto 2026

Una protesi salina è un involucro in silicone che viene riempito con soluzione fisiologica sterile soltanto quando si trova già all’interno del seno. Da qui nasce il suo vantaggio principale: un’incisione più piccola e, di conseguenza, una cicatrice molto meno evidente. Le protesi mammarie saline sono le più economiche sul mercato e lasciano la cicatrice più piccola in assoluto.
Per le pazienti che desiderano poter nascondere la cicatrice nel cavo ascellare o lungo il bordo dell’areola, è spesso proprio questo l’elemento decisivo.
Questa guida nasce dalla pratica chirurgica e dai protocolli pre e post-operatori di Doku Clinic, con revisione medica del Dr. Engin Öcal, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.
In sintesi:
- Le protesi saline si inseriscono vuote: bastano incisioni di circa 3–4 cm
- Sono disponibili solo in forma rotonda, nei profili basso, moderato, moderato-plus e alto
- Nel 2026 il costo si aggira sui 3.200 – 7.300 € intervento incluso (meno del silicone)
- Hanno uno svantaggio evidente: la contrattura capsulare a dieci anni è del 17,5–20,8 % contro il 12,1 % del gel di ultima generazione
Protesi mammarie saline in breve
| Che cosa sono | Involucro in silicone, riempito con soluzione fisiologica sterile dopo l’inserimento |
| Incisione tipica | 3–4 cm (più piccola rispetto al silicone preriempito) |
| Forme disponibili | Solo rotonde: profilo basso, moderato, moderato-plus e alto |
| Volumi di riempimento | Da circa 120 a 800 cc |
| Età minima (Italia/UE) | 18 anni per la chirurgia estetica; nessun limite per la ricostruzione |
| Costo 2026 | ca. 3.200 – 7.300 €, intervento incluso |
| Rilevamento della rottura | Sgonfiamento visibile entro 24–48 ore |
| Principale svantaggio | Consistenza più rigida, più rippling, contrattura capsulare del 17,5–20,8 % a dieci anni |
Che cosa sono le protesi mammarie saline?

Dr. Engin ÖcalLe protesi mammarie saline arrivano in sala operatoria come involucri di silicone piatti e ripiegati, simili a piccoli palloncini d’acqua sgonfi. Il chirurgo inserisce l’involucro vuoto attraverso l’incisione, lo posiziona e solo a quel punto lo riempie con soluzione fisiologica sterile (acqua e sale di grado medicale, identica a quella di una comune flebo).
Il riempimento con soluzione fisiologica
Ogni protesi salina è dotata di una valvola di riempimento autosigillante. Il chirurgo collega un tubicino, immette la soluzione fino al volume desiderato, poi sfila il tubicino e la valvola si chiude da sola.
Perché il riempimento dopo l’inserimento fa la differenza:
- Incisione più piccola: con le protesi saline si resta di norma sui 3–4 cm.
- Più vie d’accesso possibili: quell’apertura ridotta rende praticabili l’approccio transascellare (cavo ascellare) e quello periareolare (bordo dell’areola).
- Volume regolabile sul tavolo operatorio: con la soluzione fisiologica il chirurgo può inserire 340 cc da un lato e 365 cc dall’altro per riequilibrare un seno asimmetrico.
- Rottura autoevidente: se l’involucro si lacera, la soluzione viene riassorbita dall’organismo senza alcun danno e il seno si sgonfia in modo visibile.
Taglie, forme e profili delle protesi saline

Le protesi mammarie saline esistono unicamente in forma rotonda. Posizionata sotto il muscolo in un seno naturale, una protesi rotonda restituisce comunque un profilo digradante e dall’aspetto naturale. I volumi vanno da circa 120 cc a 800 cc, ma la grande maggioranza si colloca fra i 250 e i 450 cc.
Profili
| Profilo | Larghezza di base | Proiezione | Indicato di norma per |
| Basso | La più ampia | La più contenuta | Torace largo, aumento discreto |
| Moderato | Ampia | Media | Risultato dall’aspetto naturale, la richiesta più frequente |
| Moderato-plus | Media | Più alta | Pienezza equilibrata con polo superiore ben definito |
| Alto | La più stretta | La più alta | Torace stretto o desiderio di una proiezione marcata |
Protesi saline o al silicone?
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La maggior parte delle pazienti decide dopo aver stretto in mano le due protesi sulla scrivania. Gli aspetti che contano davvero sono quattro: cicatrice, consistenza, rottura, prezzo. Su due di questi la soluzione salina vince nettamente.
- Consistenza, rippling e movimento naturale: qui vince il gel di silicone, che si comporta come il tessuto mammario. La soluzione fisiologica si comporta invece come un liquido: più rigida al tatto e con maggiore movimento.
- Rippling, il rischio specifico delle protesi saline: un’unica camera piena di soluzione salina può ripiegarsi lungo i bordi e, nelle pazienti con tessuti sottili, quelle pieghe diventano visibili o palpabili, di solito al polo superiore o esterno.
- Rilevamento della rottura: con la salina si vede subito. Se l’involucro si lacera, il corpo riassorbe la soluzione nel giro di poche ore e il seno si sgonfia visibilmente entro 24–48 ore.
Tabella comparativa
| Salina | Gel di silicone | Salina strutturata | |
| Lunghezza incisione | 3–4 cm | Maggiore (preriempita) | 3–4 cm |
| Consistenza | Più rigida | La più simile al tessuto | Via di mezzo |
| Rischio di rippling | Più alto | Più basso | Più basso della salina standard |
| Rilevamento rottura | Visibile | Silente: serve la diagnostica per immagini | Visibile |
| Controlli per immagini di routine | Non necessari | RM/ecografia dal 5°–6° anno | Non necessari |
| Contrattura capsulare a 10 anni | 17,5–20,8 % | 12,1–18,9 % | 6,6 % |
| Età minima (Italia) | 18 | 18 | 18 |
| Volume regolabile in sala | Sì | No | Sì |
| Costo relativo | Il più basso | + 900–1.400 € | Intermedio |
Quanto costano le protesi mammarie saline?
Il costo medio delle protesi mammarie saline in Italia va dai 3.200 ai 7.300 € tutto compreso, e può salire fino a 13.500 € nelle cliniche di fascia alta di Milano o Roma. È il costo indicativo complessivo di una mastoplastica additiva con protesi saline. La salina si colloca circa 900–1.400 € sotto il gel di silicone.
Sono una candidata alla mastoplastica additiva con protesi saline?
Nell’Unione Europea le protesi mammarie sono autorizzate tramite marcatura CE ai sensi del Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici: non esiste un limite di età differenziato in base al materiale di riempimento. Nella pratica clinica italiana la chirurgia puramente estetica si esegue dai 18 anni in su, mentre gli interventi ricostruttivi non hanno limiti anagrafici.
Il pinch test al polo superiore resta la misurazione che meglio predice il risultato:
- Sotto i 2 cm: rischio elevato di rippling, il silicone è di solito la scelta migliore
- 2 cm o più: la salina è un’opzione ragionevole, soprattutto in sede sottomuscolare
- BMI molto basso o corporatura atletica: procedere con cautela a prescindere dal valore
Quando la protesi salina è la scelta sbagliata
- Tessuti sottili e volume mammario minimo
- Reintervento dopo una contrattura capsulare
- La consistenza al tatto è la vostra priorità dichiarata
- Desiderate una forma anatomica
L’intervento passo dopo passo
Di seguito tutte le informazioni che vanno definite prima dell’intervento: la scelta dell’incisione e il posizionamento della protesi, una volta concordate taglia e proiezione. L’operazione dura fra 1 e 2 ore e si esegue in anestesia generale. La dimissione avviene in giornata oppure dopo una notte di ricovero.
La sequenza, dalla preparazione alla fine dell’intervento:
- Disegno preoperatorio eseguito con la paziente in piedi
- Incisione nella sede concordata
- Creazione della tasca sopra o sotto il muscolo pettorale
- Inserimento dell’involucro vuoto, posizionamento e riempimento attraverso la valvola
- Verifica del volume con il busto sollevato durante l’intervento e regolazione per la simmetria
- Sutura per strati e applicazione del reggiseno contenitivo
Le opzioni di incisione
Poiché l’involucro entra ripiegato, un’incisione di 3–4 cm è sufficiente. A dodici mesi la cicatrice matura si presenta di solito come una linea sottile e chiara. Esposizione al sole e fumo sono le due variabili che dipendono da voi.
| Incisione | Sede | Visibilità della cicatrice | Note |
| Sottomammaria | Solco sottomammario | Nascosta nella piega | La più diffusa; offre il miglior accesso chirurgico |
| Periareolare | Bordo dell’areola | Mimetizzata dalla pigmentazione | Rischio di contrattura leggermente superiore |
| Transascellare | Cavo ascellare | Completamente fuori dal seno | Il vantaggio della salina: nessuna cicatrice sul seno |
Posizionamento della protesi: sopra o sotto il muscolo
Per le protesi saline, in Doku Clinic la sede sottomuscolare è l’impostazione predefinita, salvo che l’anatomia suggerisca il contrario. Ecco un rapido confronto fra i principali pro e contro delle due tecniche:
Sottomuscolare (sotto il pettorale):
- Maggiore copertura tissutale: meno rippling
- Minore incidenza di contrattura capsulare
- Recupero leggermente più lungo e fastidioso
- Interferisce meno con la mammografia
Sottoghiandolare (sopra il muscolo):
- Recupero più agevole, nessuna animazione muscolare
- Rischio più alto di rippling e contrattura
- In genere riservata alle pazienti con un buon patrimonio di tessuto
Il decorso post-operatorio settimana per settimana
Il posizionamento sottomuscolare aggiunge all’inizio circa una settimana di fastidio. Per esperienza diretta in Doku Clinic, ne vale assolutamente la pena.
| Fase | Quando | Che cosa aspettarsi |
| Giorno 0 | Intervento | 1–2 ore in anestesia generale; dimissione in giornata o la mattina dopo |
| Giorni 1–3 | Fastidio massimo | Più tensione e pressione che dolore acuto; reggiseno contenitivo sempre indossato |
| Giorni 4–7 | Svolta | La maggior parte delle pazienti sospende gli analgesici su prescrizione; si torna al lavoro d’ufficio |
| Settimane 2–4 | Assestamento | Il gonfiore si riduce; via libera al cardio leggero |
| Settimane 6–8 | Libertà | Si riprende l’attività fisica completa, parte superiore inclusa |
| Mesi 3–6 | Forma definitiva | Le protesi si assestano («drop and fluff»); le cicatrici iniziano a schiarirsi |
| Mese 12 | Maturazione della cicatrice | Aspetto definitivo della cicatrice |
I protocolli pre-operatori che riducono il rischio
- Smettere di fumare 4 settimane prima
- Sospendere anticoagulanti e antinfiammatori secondo indicazione medica
- Mammografia di riferimento se avete più di 40 anni o una familiarità
- Profilassi antibiotica e tecnica no-touch
Cure post-operatorie e tempi di assestamento del risultato
Non giudicate nulla prima del terzo mese. All’inizio le protesi appaiono alte e rigide. La forma definitiva emerge man mano che il gonfiore si riassorbe e la protesi si assesta.
- Reggiseno contenitivo 24 ore su 24 per 4–6 settimane, poi solo reggiseni di sostegno
- Niente ferretto fino al via libera: di norma dopo 6–8 settimane
- Dormire con il busto sollevato per le prime 1–2 settimane
- Cura delle cicatrici dalla terza settimana: cerotti o gel al silicone e protezione solare rigorosa per 12 mesi
- Niente sollevamento di pesi né esercizi per il petto per 6 settimane
Quanto durano le protesi mammarie saline?
Sulla confezione non c’è alcuna data di scadenza e nessun chirurgo può darvi un numero preciso. Quello che i dati confermano è questo: le protesi non sono dispositivi a vita e la probabilità di un secondo intervento cresce costantemente dopo il sesto anno.
I Core Study dei produttori collocano al 20–25 % a dieci anni la percentuale di reinterventi di qualunque tipo, per tutte le tipologie di protesi. Un dato che comprende cambi di taglia, mastopessi e revisioni volontarie oltre alle complicanze vere e proprie.
Che cosa accorcia la vita di una protesi:
- Il riempimento insufficiente, che favorisce il ripiegamento ripetuto nello stesso punto
- La contrattura capsulare, a sua volta fattore di rischio per la rottura dell’involucro
- Variazioni di peso importanti, gravidanza e allattamento
- I traumi al torace
Che cosa la allunga:
- Un riempimento vicino al limite superiore indicato dal produttore
- Il posizionamento sottomuscolare
- Un peso corporeo stabile
- Presentarsi ai controlli programmati
I segnali di allarme di una protesi salina sgonfiata
Lo sgonfiamento non è affatto un fenomeno sfumato: è rapido e improvviso. Non costituisce però un’emergenza medica, perché la soluzione fisiologica viene riassorbita senza conseguenze. Non aspettate comunque mesi: la capsula vuota tende a contrarsi nel tempo, complicando la sostituzione.
Rivolgetevi al vostro chirurgo se notate:
- Una perdita di volume visibile da un lato nell’arco di 24–48 ore
- Una nuova asimmetria dove prima non c’era
- Un cambiamento di forma: appiattimento o bordo della protesi diventato palpabile
- Pieghe o rippling comparsi all’improvviso
Il vostro calendario di controlli a lungo termine
Per le protesi saline nessuna autorità europea impone controlli strumentali periodici. Per il gel di silicone le società scientifiche raccomandano invece risonanza magnetica o ecografia a cinque-sei anni e poi ogni due-tre anni. I dati del vostro impianto vengono inoltre inseriti nel Registro Nazionale delle Protesi Mammarie: conservate con cura la tessera identificativa dell’impianto.
| Quando | Che cosa |
| Settimane 1 e 4 | Controlli post-operatori |
| Mesi 3 e 12 | Valutazione del risultato e della cicatrice |
| Ogni anno | Autopalpazione e visita di controllo |
| Dai 40 anni | Mammografia di routine: comunicate al tecnico radiologo che portate delle protesi |
| Imaging per rottura | Non necessario con le protesi saline |
Domande frequenti
Le protesi saline sono più sicure di quelle al silicone?
Nessuna delle due è categoricamente più sicura. Il riempimento salino è innocuo se l’involucro si lacera: l’organismo riassorbe la soluzione. Il gel di silicone resta al suo posto ma si rompe in modo silente. Per entrambe valgono gli stessi obblighi di informazione e tracciabilità previsti dal Regolamento UE sui dispositivi medici e il fattore associato al rischio di BIA-ALCL è la texture dell’involucro, non il tipo di riempimento.
Che cosa succede se una protesi salina si rompe?
Il seno si sgonfia visibilmente entro 24–48 ore e la soluzione fisiologica viene riassorbita senza alcuna conseguenza per la salute. La sostituzione è un intervento più breve e più semplice della mastoplastica iniziale.
Le protesi saline hanno un aspetto e una consistenza naturali?
L’aspetto è naturale. Al tatto risultano più rigide del gel di silicone. Il posizionamento sottomuscolare e una copertura adeguata di tessuti molli colmano gran parte della differenza. Le pazienti con un pinch test inferiore ai 2 cm la percepiranno maggiormente.
Quanto costano le protesi mammarie saline?
Nel 2026 circa 3.200–7.300 € tutto compreso, fino a 13.500 € nelle cliniche di fascia alta. In genere si tratta di 900–1.400 € in meno rispetto al silicone. Chiedete sempre un preventivo dettagliato: anestesia e costi di struttura aggiungono 1.400–2.700 € quando non sono inclusi.
Le protesi saline si possono regolare dopo l’intervento?
Il volume si regola durante l’intervento, non dopo. Una volta sigillata la valvola e chiusa la ferita, cambiare taglia richiede una nuova operazione. Il vantaggio sta proprio nella flessibilità intraoperatoria: permette al chirurgo di correggere l’asimmetria direttamente sul tavolo.
Le protesi saline influiscono su mammografia e allattamento?
Le protesi possono mascherare il tessuto mammario negli esami per immagini, quindi avvisate sempre il tecnico radiologo: le proiezioni con dislocamento compensano il problema. L’allattamento di norma non viene compromesso, anche se l’incisione periareolare comporta un rischio leggermente maggiore per i dotti galattofori rispetto agli approcci sottomammario e transascellare.
Quale taglia di protesi salina devo scegliere?
Non una coppa di reggiseno, ma una larghezza di base e un profilo adatti al vostro torace. La maggior parte delle mastoplastiche si colloca fra i 250 e i 450 cc. Due donne con protesi identiche da 350 cc possono avere un aspetto completamente diverso a seconda dell’altezza del profilo.
Dovrò rioperarmi fra dieci anni?
Possibile. I tassi di reintervento si attestano sul 20–25 % a dieci anni per tutte le tipologie di protesi, cambi di taglia volontari inclusi. Meglio mettere in conto una sostituzione nell’arco della vita che dare per scontata la permanenza.
Quanto tempo dopo la mastoplastica additiva posso volare?
La maggior parte delle pazienti ottiene il via libera dopo 5–7 giorni, una volta ridotto il gonfiore iniziale e recuperata la mobilità. Confermate con il vostro chirurgo prima di prenotare e, sui voli lunghi, muovetevi periodicamente in cabina.
Fonti e riferimenti
- Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici (MDR) – requisiti per la marcatura CE, tessera dell’impianto e informazione alla paziente.
- Ministero della Salute – Registro Nazionale delle Protesi Mammarie (istituito dalla Legge 86/2012): obblighi di registrazione e relazioni annuali.
- Istituto Superiore di Sanità – Linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammarie (BIA-ALCL): documenti di consenso e sorveglianza.
- Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) – informativa per le pazienti sulla mastoplastica additiva e statistiche sugli interventi.
- International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS) – Global Survey 2024 (volumi di interventi e distribuzione per età delle pazienti).
- Mentor / Johnson & Johnson – Rischi e complicanze comuni, dati a dieci anni dei Core Study su protesi saline e MemoryGel.
- Spear SL, Murphy DK, et al. – Natrelle Round Silicone Breast Implants: Core Study Results at 10 Years, Plastic and Reconstructive Surgery.
- Hamas RS, et al. – Esiti a dieci anni del Core Study sulle protesi saline strutturate, Plastic and Reconstructive Surgery, 2023.
- Eisenberg T. – Does Overfilling Smooth Inflatable Saline-Filled Breast Implants Decrease the Deflation Rate? Esperienza su 4.761 pazienti sottoposte a mastoplastica additiva, Aesthetic Plastic Surgery, 2021.
- AIRC / Fondazione Umberto Veronesi – Protesi mammarie e rischio oncologico: informazioni per le pazienti su BIA-ALCL e BIA-SCC.


